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July 02 Due amiciE' da tanto che non pubblico qualcosa... Ragazzi Ascoltare è davvero molto, ma molto importante....^^
buona lettura! ^^
----------------------------- Due amici ----------------------------- (Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù) Molti anni fa, in Cina, vivevano due amici. Uno era molto bravo a suonare l'arpa. L'altro era dotatissimo nella rara arte di saper ascoltare. Quando il primo suonava o cantava di una montagna, il secondo diceva: «Vedo la montagna come se l'avessimo davanti». Quando il primo suonava a proposito di un ruscello, colui che ascoltava prorompeva: «Sento scorrere l'acqua fra le pietre». Ma un brutto giorno, quello che ascoltava si ammalò e morì. Il primo amico tagliò le corde della sua arpa e non suonò mai più. Esistiamo veramente se qualcuno ci ascolta. Il dono più grande che possiamo fare ad una persona è ascoltarla «veramente». Una ragazza molto sensibile parlò con un insegnante di un suo problema molto sentito. L'insegnante le suggerì di parlarne con i genitori. La ragazza ci provò, ma, anche di fronte alla sua angoscia e confusione, i suoi avevano minimizzato e avevano cambiato discorso, assicurandole che «stava esagerando», che «avrebbe superato il problema», ecc. Rifiutarono la discussione come se, ignorandolo, il problema potesse risolversi da sé. Solo dopo un tentativo di suicidio della figlia i genitori reagirono: «Perché non ci hai detto che avevi dei problemi?» le chiesero. «E voi, perché non avete ascoltato quando ve lo dicevo?». Una bambina ha scritto: «Alla sera, quando sono a letto, mi volto verso il muro e mi parlo, perché io mi ascolto». May 12 Il bozzolo della farfalla E' da tanto che non aggiungo qualche commento nello Spaces.... Questo è proprio degno di nota.... e lo scrivo per prima a me stessa.... Nella nostra frettolosità di ogni giorno, non cogliamo l'importanza dell'attesa.. Buona Lettura....!!!! ^___________^ ----------------------------- Il bozzolo della
farfalla ----------------------------- (Fonte non specificata) Un uomo trovò il bozzolo di una farfalla. Un giorno apparì una piccola apertura. Si sedette e guardò per diverse ore la farfalla mentre lottava per far passare il suo corpo attraverso quel piccolo buco. Poi sembrò che non facesse più alcun progresso. Appariva come se fosse uscita per il massimo che poteva e non potesse avanzare ulteriormente. Così l'uomo decise di aiutare la farfalla. Prese un paio di forbici e divise in due la parte del bozzolo ancora chiusa. La farfalla ne emerse facilmente. Ma aveva un corpo gonfio e piccole ali avvizzite. L'uomo continuò a guardare la farfalla, perché si aspettava che, da un momento all'altro, le ali si sarebbero ingrandite ed espanse in modo tale da essere in grado di sorreggere il corpo, che si sarebbe, nel frattempo, sgonfiato. Non successe niente! Di fatto la farfalla impiegò il resto della sua vita trascinandosi intorno, con un corpo gonfio e ali avvizzite. Non fu mai capace di volare. Quello che l'uomo, nella sua precipitosa gentilezza non aveva capito, fu che la ristrettezza del bozzolo e la lotta richiesta alla farfalla per uscire da quella piccola apertura, erano il modo Divino per far fluire i fluidi dal corpo della farfalla alle sue ali, in modo che sarebbe stata in grado di volare, una volta che avesse finalmente guadagnato la libertà, fuori dal bozzolo. A volte "la lotta" (lo sforzo necessario per superare le difficoltà) è esattamente quello di cui abbiamo bisogno nelle nostre vite. Se Dio ci permettesse di attraversare le nostre vite senza alcun ostacolo, ci "azzopperebbe". Non saremmo mai forti quanto potremmo. Non potremmo mai volare! Ho chiesto la forza... e Dio mi ha dato le Difficoltà per rendermi forte. Ho chiesto la Saggezza... e Dio mi ha dato Problemi da risolvere. Ho chiesto la Prosperità... e Dio mi ha dato Cervello e Muscoli per lavorare Ho chiesto il Coraggio... e Dio mi ha dato Pericoli da superare Ho chiesto Amore... e Dio mi ha dato gente bisognosa da aiutare. Ho chiesto Favori... e Dio mi ha dato Opportunità. Non ho ricevuto niente di quanto volevo... ho ricevuto tutto quello di cui avevo bisogno! ----------------------------- March 30 Un pezzo di umanità E' proprio da tanto che non scrivo qualcosa... Oggi mi è arrivata questa per posta... da un ritaglio al giorno come al solito.... merita di essere condivisa.. l'avevo già letta da qualche altra parte.. ma mi ha fatto commuovere ancora.... La dedico a tutti voi.... Buona lettura.. e che nel mondo ci sia un pò più di umanità... ----------------------------- Un pezzo di
umanità ----------------------------- (Fonte non specificata) A una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili mentali, il padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno di coloro che partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il personale dedito, fece una domanda: "Quando influenze esterne non interferiscono dall'esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay, tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le cose come gli altri. Dov'è l'ordine naturale delle cose, in mio figlio?". Il pubblico fu zittito dalla domanda. Il padre continuò. "Io ritengo che, quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al mondo, si presenta un'opportunità di realizzare la vera natura umana, ed essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino". Poi raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando vicino a un parco, dove c'erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?". Il padre di Shay sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva molto bisogno, e un po' di fiducia nell'essere accettato dagli altri, nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo sotto di sei e il gioco è all'ottavo inning. Immagino che possa stare con noi e noi cercheremo di farlo battere all'ultimo inning". Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di suo padre per essere stato accettato. In fondo all'ottavo inning, la squadra di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto. Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un orecchio all'altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate. Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due fuori e le basi occupate, avevano l'opportunità di segnare la battuta vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l'opportunità di far vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che l'altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto. Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta verso il lanciatore. Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in prima!" Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!" Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda, ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda base, la palla era fra le mani del giocatore giusto, un piccoletto, che ora aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l'eroe della propria squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base. Shay corse verso la terza bas e in delirio, mentre gli altri si spostavano per andare alla casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay". Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza! Corri in terza!". Mentre Shay girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano: "Shay, corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!" Shay corse, salì sul piatto e fu acclamato come l'eroe che aveva segnato un 'grand slam' e fatto vincere la sua squadra. Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in questo mondo un pezzo di vero amore e umanità. Shay non superò l'estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere stato l'eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno! March 14 Mi presento: sono il SilenzioBè questa è in tema con quello di cui stiamo parlando nel gruppo giovani.... buona lettura.. e cerchiamo di averne tutti più cura.... ^^ ----------------------------- Mi presento: sono il
Silenzio ----------------------------- (Pino Pellegrino) Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola. Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E' contrario al mio carattere schivo e riservato. Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza! Ecco, quindi, qualcosa di me. Intanto le mie origini sono assolutamente nobili. Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante. Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto! Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore! Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano! Io, invece, sì. Io sono un'officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa. Io sono come l'uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no? Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati... Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte. No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità. Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle... Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia. Io sono il sentiero che conduce al paese dell'anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio! Ecco qualcosa di me. Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere. Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole: Custoditemi e sarete custoditi! Proteggetemi e sarete protetti! Dal vostro primo alleato Il Silenzio December 25 Buon Natale!Vi faccio i miei più cari auguri per un sereno e felice Natale!
Che il Signore possa illuminare la vostra vita e la vostra strada con la Luce del Suo Amore...!!!
Auguri anche all'amore mio... Più di tutto il resto... ^^ November 22 AscoltareE' proprio da tanto che non scrivo qualcosa sullo Spaces... Questa sera mi è arrivata una mail da quel famoso sito dei ritagli... penso sia giusto condividerla.. sia per i maschietti che per le femminucce.. ascoltatevi sempre.. l'un l'altra.... Baci a tutti e buona lettura! ^^
----------------------------- Ascoltare ----------------------------- (Anthony De Mello) Quando un uomo, il cui matrimonio era in crisi, cercò il suo consiglio, il maestro disse: "Devi imparare ad ascoltare tua moglie". L'uomo prese a cuore questo consiglio e tornò dopo un mese per dire che aveva imparato ad ascoltare ogni parola che la moglie dicesse. Il maestro le disse sorridendo: "Ora torna a casa e ascolta ogni parola che non dice". July 10 Leggi,solo se hai tempo da dedicare a Dio:Questa mi è arrivata per mail.. davvero carina.. invece di mandarla per mail la pubblico qui... buona lettura! Leggi,solo se hai tempo da
dedicare a Dio:
June 03 Quando le croci sono troppe Questo credo non abbia bisogno di miei ulteriori commenti... mi sa che mi devo fare un esame di coscienza... Buona Lettura.. come sempre.. ve la consegno.. ^^ Luana ----------------------------- Quando le croci sono
troppe ----------------------------- (Giovanni Francile) Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era ansante, trafelato, oppresso e, passando un giorno davanti ad un crocifisso, se ne lamentò con il signore così: "Ah, signore, io ho imparato nel catechismo che tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti... Ma invece mi sembra di essere stato creato soltanto per portare le croci! Me ne hai date tante e così pesanti che io non ho più forza per portarle...". Il Signore però gli disse: "ieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra ed esaminiamole un poco... Ecco, questa è la croce più grossa e la più pesante; guarda cosa c' è scritto sopra...". Quell'uomo guardò e lesse questa parola: sensualità. "Lo vedi?", disse il Signore, "questa croce non te l'ho data io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai avuto troppa smania di godere, sei andato in cerca di piaceri, di golosità, di divertimenti... E di conseguenza hai avuto malattie, povertà, rimorsi". "Purtroppo è vero, soggiunse l'uomo, questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella croce e se la pose di nuovo sulle spalle. Il Signore continuò: "Guarda quest' altra croce. C'è scritto sopra: ambizione. Anche questa l'hai fabbricata tu, non te l'ho data io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri... E di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disinganni". "E' vero, è vero! Anche questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle. Il Signore additò altre croci, e disse: "Leggi. Su questa è scritto gelosia, su quell'altra: avarizia, su quest'altra...". "Ho capito, ho capito Signore, è troppo giusto quello che tu dici...". E prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se le era poste sulle spalle. Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l'uomo la sollevò per porsela sulle spalle, esclamò: "Oh! Come è piccola questa! E pesa poco!". Guardò quello che c'era scritto sopra e lesse queste parole: "La croce di Gesù". Vivamente commosso, sollevò lo sguardo verso il Signore ed esclamò: "Quanto sei buono!". Poi baciò quella croce con grande affetto. E il Signore gli disse: "Vedi, figlio mio, questa piccola croce te l'ho data io, ma te l'ho data con amore di padre; te l'ho data perché voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l'ho data perché tu possa somigliare a me e starmi vicino per giungere al cielo, perché io l'ho detto: 'Chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua..', ma ho detto anche: 'il mio giogo è soave e il mio peso è leggero'". L'uomo delle croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio. Le croci più grosse e più pesanti caddero, una dopo l'altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù. Questa se la tenne stretta al cuore fino all'ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del paradiso. ----------------------------- Quando le croci sono troppe Credo che questo non abbia bisogno di commenti da parte mia...... leggete e ditemi ke ne pensate... ^^ Grazie... Luana ----------------------------- Quando le croci sono
troppe ----------------------------- (Giovanni Francile) Un uomo viaggiava, portando sulle spalle tante croci pesantissime. Era ansante, trafelato, oppresso e, passando un giorno davanti ad un crocifisso, se ne lamentò con il signore così: "Ah, signore, io ho imparato nel catechismo che tu ci hai creato per conoscerti, amarti e servirti... Ma invece mi sembra di essere stato creato soltanto per portare le croci! Me ne hai date tante e così pesanti che io non ho più forza per portarle...". Il Signore però gli disse: "ieni qui, figlio mio, posa queste croci per terra ed esaminiamole un poco... Ecco, questa è la croce più grossa e la più pesante; guarda cosa c' è scritto sopra...". Quell'uomo guardò e lesse questa parola: sensualità. "Lo vedi?", disse il Signore, "questa croce non te l'ho data io, ma te la sei fabbricata da solo. Hai avuto troppa smania di godere, sei andato in cerca di piaceri, di golosità, di divertimenti... E di conseguenza hai avuto malattie, povertà, rimorsi". "Purtroppo è vero, soggiunse l'uomo, questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella croce e se la pose di nuovo sulle spalle. Il Signore continuò: "Guarda quest' altra croce. C'è scritto sopra: ambizione. Anche questa l'hai fabbricata tu, non te l'ho data io. Hai avuto troppo desiderio di salire in alto, di occupare i primi posti, di stare al di sopra degli altri... E di conseguenza hai avuto odio, persecuzione, calunnie, disinganni". "E' vero, è vero! Anche questa croce l'ho fabbricata io! E' giusto che io la porti!". Sollevò da terra quella seconda croce e se la mise sulle spalle. Il Signore additò altre croci, e disse: "Leggi. Su questa è scritto gelosia, su quell'altra: avarizia, su quest'altra...". "Ho capito, ho capito Signore, è troppo giusto quello che tu dici...". E prima che il Signore avesse finito di parlare, il povero uomo aveva raccolto da terra tutte le sue croci e se le era poste sulle spalle. Per ultima era rimasta per terra una crocetta piccola piccola e quando l'uomo la sollevò per porsela sulle spalle, esclamò: "Oh! Come è piccola questa! E pesa poco!". Guardò quello che c'era scritto sopra e lesse queste parole: "La croce di Gesù". Vivamente commosso, sollevò lo sguardo verso il Signore ed esclamò: "Quanto sei buono!". Poi baciò quella croce con grande affetto. E il Signore gli disse: "Vedi, figlio mio, questa piccola croce te l'ho data io, ma te l'ho data con amore di padre; te l'ho data perché voglio farti acquistare merito con la pazienza; te l'ho data perché tu possa somigliare a me e starmi vicino per giungere al cielo, perché io l'ho detto: 'Chi vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua..', ma ho detto anche: 'il mio giogo è soave e il mio peso è leggero'". L'uomo delle croci riprese silenzioso il cammino della vita; fece ogni sforzo per correggersi dei suoi vizi e si diede con ogni premura a conoscere, amare e servire Dio. Le croci più grosse e più pesanti caddero, una dopo l'altra dalle sue spalle e gli rimase soltanto quella di Gesù. Questa se la tenne stretta al cuore fino all'ultimo giorno della sua vita, e quando arrivò al termine del viaggio, quella croce gli servì da chiave per aprire la porta del paradiso. ----------------------------- June 01 Preghiera di un pupazzo di stracci Ciao a tutti! Oggi ho pensato di pubblicare questa cosuccia... davvero molto carina... direi anche toccante e che fa riflettere... Come al solito.. ve la consegno... Fatene buon uso.. un Bacio e un Grazie a chi passa da qui... Luana ----------------------------- Preghiera di un pupazzo di
stracci ----------------------------- (Gabriel Garcia Marquez) Se per un istante Dio dimenticasse che io sono un pupazzo di stracci e mi regalasse un poco di vita, forse non direi tutto quello che penso ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle cose, non per ciò che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di più, sapendo che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono. Ascolterei quando gli altri parlano, e come gusterei un buon gelato di cioccolata. Se Dio mi concedesse un poco di vita, vestirei leggero, mi appiattirei al sole, lasciando scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima. Dio mio, se avessi un cuore... Scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei il sorgere del sole. Dipingerei sulle stelle una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh, e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che dedicherei alla luna. Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle spine e il bacio incarnato dei petali. Dio mio, se avessi un poco di vita... Non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei ogni donna o uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell'amore. Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano a pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi. A un bambino darei ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con il dimenticare. Tante cose ho appreso da voi uomini... Ho appreso che ognuno vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata. Ho appreso che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene intrappolato per sempre. Ho appreso che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall'alto in basso soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma alla fine non potranno servirmi molto, perché, quando mi riporrete dentro la valigia, purtroppo io starò morendo... May 30 Lungo il Calvario Questa mi è arrivata oggi.. non sapevo se postarla o meno... Quando l'ho letta mi ha colpito profondamente nel cuore..... e vorrei condividerla con voi... spero ne facciate buon uso... Luana ----------------------------- Lungo il
Calvario ----------------------------- (A. Rita Mazzocco, Cantico di Tommaso) C'ero anch'io quella mattina sulla via della croce. Eri a poca distanza da me mentre fra sputi ed insulti arrancavi verso il posto dove avevamo decretato che Tu morissi. Attorno a me la folla. C'era chi voleva solo curiosare e chi era capitato lì per caso ma c'era anche chi voleva partecipare per vendicarsi di Te almeno solo con lo sguardo. L'ennesima profanazione di quel corpo già ridotto ad un'unica piaga: la miseria umana. Non so dirti perché accorsi anch'io a quella sagra dell'ingiustizia ma, come Zaccheo, mi feci largo tra la folla per vedere. Ed ero in prima fila. Tutto ciò di cui potrei essere capace era lì davanti ai miei occhi sprofondati tra quelle piaghe che invocavano la morte. Stavi per passarmi davanti ma io non volevo più vedere oltre. Avrei voluto essere lontano il più lontano possibile da quello scempio ma ormai non potevo più scappare. Ero imbottigliato tra la folla che i soldati romani spingevano indietro per lasciar passare la giustizia dell'uomo. Ora non eri più una macchia di sangue sulla via del Calvario. Ora si riconosceva un volto. Ed eri ancora umano. Dicono che tu fossi il più bello fra gli uomini ma io non ti avevo mai visto prima. Quella mattina però lo eri davvero talmente bello da non aver il coraggio di guardarti. E abbassai lo sguardo per non correre il rischio d' incontrare il tuo. Come uno struzzo sperai d'aver scampato il pericolo di quell'incontro. E mi passasti davanti ma io non sollevai gli occhi da terra. Vidi soltanto i tuoi piedi piagati che sostarono alcuni secondi davanti a me. Sicuramente dovevi riprendere fiato. Ma uno schiocco di frusta ti richiamò al tuo dovere di vittima... E così riprendesti sulle spalle il mio peccato avanzando ancora con fatica. Ma sui sassi mi lasciasti il tuo ricordo. Dicono che moristi alle tre ma io non venni a vedere. Ero rimasto lungo la via del Calvario seduto a terra davanti a quell'impronta di sangue che mi schiantava il cuore. ----------------------------- May 25 Preghiera degli sposi..Questa la dico a tutti coloro che hanno qualcuno con cui condividere la loro vita... ^^ ----------------------------- May 20 Prendi il tempoQuesta la dedico a tutti coloro che vanno sempre di corsa.. a me per prima.. come sempre.. (infatti non riuscivo più a scrivere queste cose per questo motivo.. :p ) ------------ ----------------- Prendi il tempo ----------------------------- (Il Pane di S. Antonio, Maggio 2005) Prendi il tempo per riflettere: è una fonte di pace. Trova un tempo per svagarti: è il segreto della giovinezza. Scegli un tempo per leggere: è la fonte della saggezza. Prendi il tempo per amare ed essere amato: è un dono di Dio. Trova il tempo per la tenerezza: è la strada della felicità. Scegli il tempo per sorridere: è una musica per l'anima. Prendi il tempo per dare: è la porta della fraternità. Trova un tempo per lavorare: è il prezzo del successo. Scegli il tempo per essere solidale: è la chiave del cielo. Prendi il tempo per pregare: è la forza della tua debolezza. April 20 Devi andare d'accordo con te stessociao a tutti! voi direte.. che è sta cosa..? ebbene si... ho postato anche questo..
Buona lettura!
----------------------------- Devi andare d'accordo con te stesso ----------------------------- (Jerry Lewis, dal film: "Le folli notti del dottor Jerril") Non devi essere quello che non sei, qualcun altro. Devi andare d'accordo con te stesso. Pensa a tutto il tempo che devi trascorrere con te stesso... Se non hai stima di te stesso, come puoi pretendere che l'abbiano gli altri? April 04 Fabula ImmortalisCiao a tutti! come promesso ad una cara amica... posto qui una recensione del suo ultimo lavoro... ^^ io ancora non l'ho letto.. ma sono sicura che sia stupendo.. perchè so che lei è in gamba.. Sisi!
Mi raccomando prendetelo in tanti! tra l'altro questo è il suo secondo lavoro.. il primo è Fabula Mirabilis... e prendete pure l'altro va...
mi permetto di copiare la recensione trovata in un altro blog.. (tra l'altro me l'ha passato proprio Ery il link...
“Un nuovo autore fantasy si affaccia sul panorama romanziero italiano.
Eries, questo il suo pseudonimo, ha scoperto parte di un universo fantasioso dal quale già moltissimi autori hanno già attinto."Fabula Mirabilis", il titolo, racchiude al suo interno tutta la descrizione dell’ambientazione del romanzo, dell’importanza dei sentimenti trattati, della maestosità degli scontri narrati e della profondità dei legami dei personaggi, tra di loro e con tutto il mondo in cui vivono. Un libro "Favoloso", scritto da un autore che appartiene proprio al mondo fiabesco di cui racconta, adatto a qualsiasi genere di lettore, dal cucciolo appena messo a letto sino all’ottuagenario con nostalgia della sua giovinezza. Il mondo di cui scrive infonde serenità, sicurezza e richiama alla mente ricordi di un tempo da molti ritenuto passato, ma racchiuso nel profondo del cuore di ogni lettore.
Chi avrà un occhio superficiale noterà mille richiami ai propri ricordi fiabeschi e potrà perdersi tra le braccia di Morfeo sognando di cavalieri principesse e draghi; chi invece vorrà leggerlo con occhio più attento sarà attratto dallo scoprire reami di cui mai nessuno ha narrato, ambienti creati dall’occhio di un bambino e, soprattutto, l’amore che l’autore prova verso un mondo fatto di sentimenti più che di terra ed acqua che chiunque può ritrovare nel proprio cuore e vivere giorno per giorno.
Un pericolo, un viaggio costellato di mille peripezie, l’amicizia di 4 giovani, la guida della saggezza e molto altro ancora conducono il lettore attraverso un crescendo di emozioni fino a giungere a …
Credo sia il caso di lasciare un minimo di curiosità!
Io, sinceramente, non vedo l’ora di sapere se ci sarà un "seguito".
Francesco G."
Ery, come ti avevo promesso.. eccola qui.. ^^ un bacio e spero che il libro vada alla grande!!! March 25 le tre sorelleQuesta ragazzi è stupenda... mi è appena arrivata.. e nonostante la febbre.. non potevo non postarvela.. mi sono venuti i brividi quando l'ho letta... bellissima...
come sempre.. ve la consegno.. buona lettura! ^^
----------------------------- Le tre sorelle ----------------------------- (Gianni Capotorto) C'erano una volta, e ci sono ancora, tre sorelle. La prima stava sempre in chiesa a pregare. Per tutti. Perché, diceva, le preghiere non sono mai abbastanza. In parrocchia era onnipresente; lei curava il catechismo e l'animazione liturgica. Se avesse potuto, forse avrebbe anche celebrato. Sapeva trasmettere agli altri la sua incrollabile fiducia in Dio e nella sua bontà. Non era mai triste o preoccupata. Sapeva che Lui avrebbe aggiustato ogni cosa. La seconda invece era sempre in movimento. Aiutava gli altri, instancabile. Dovunque qualcuno soffriva lei era sempre lì per soccorrerlo. Aveva imparato a curare molte malattie. Ma spesso era la sua sola presenza operosa a guarire. Anche lei andava in chiesa, ma si fermava solo per poco. C'era tanto da fare e non voleva sottrarre tempo ai suoi poveri. Sentiva che quello era il suo modo per glorificare Dio, ponendosi al servizio delle creature più bisognose. E poi, comunque c'era sempre sua sorella a pregare per tutti. La più piccola si chiamava Speranza. A volte si fermava con Fede a pregare, altre volte aiutava Carità nel suo giro. Ma spesso era triste e, di nascosto, piangeva. Le sue sorelle servivano continuamente Dio. L'una con le preghiere, l'altra con le opere. Lei invece si sentiva inutile. Non aveva un ruolo preciso e credeva di non poter amare come loro. Quel giorno davanti al portone della chiesa era seduto un uomo che piangeva, disperato. Passò Fede e cercò di consolare la sua pena parlandogli della bontà divina. L'uomo entrò in chiesa e pregò a lungo insieme a lei. Ne usci rincuorato, ma in fondo al suo cuore la sua pena non era svanita. Non aveva più niente, nessuno da amare. Si sentiva inutile. Camminò a lungo, senza una meta, chiedendo a Dio di guidare i suoi stanchi passi, di mostrargli lo scopo della sua vita. Cadde stremato dalla fatica e dalla fame. Passò Carità e lo raccolse, offrendogli un pasto caldo ed un posto per dormire. Si addormentò subito, finalmente su un letto vero. In sogno vide un sentiero ripido, tortuoso che portava verso la cima di un monte. Non riusciva a vederla, ma sentiva che emanava una forte luce, come se il sole si fosse divertito a nascondersi dietro al monte. Tanti cercavano di percorrere il sentiero, ma solo pochi si spingevano fino alla cima. Alcuni si fermavano a metà strada, incerti se proseguire. Erano pieni di lividi per le tante cadute e spesso, sconsolati, si volgevano indietro. Ai piedi del monte c'era Fede che indicava la cima ad alcune persone assorte in preghiera. Chiedevano la forza per salire. L'uomo comprese chi c'era su quel monte. Era seduto sul bordo della strada, chiedendosi se continuare quella scalata apparentemente impossibile. Attorno a lui c'era tanta gente che piangeva e si lamentava. Alcuni erano a terra, ormai esausti, pieni di lividi, incapaci di proseguire il cammino. E Carità era accanto a loro per curare le loro membra stanche. L'uomo si guardò intorno. Sul sentiero adesso c'era solo un vecchio barcollante, incapace di stare in piedi. C'era anche una bambina che cercava di sorreggerlo, di aiutarlo. Piangeva perché il peso era troppo grande per lei. Il suo compito era portarlo fino in cima. Si disperava, impotente. L'uomo vide il suo sforzo sovrumano e provò ammirazione per quella bimba così testarda. Istintivamente si alzò e corse per aiutarla. Afferrò il vecchio sottobraccio e subito i suoi muscoli si gonfiarono per lo sforzo. Sembrava troppo pesante anche per lui, ma non si arrese. Per la prima volta nella sua vita era felice di poter essere utile a qualcuno. Riprovò a spingere, aiutato dalla piccola, e finalmente il vecchio si mosse. Lentamente cominciarono a salire. Passo dopo passo il peso sembrava diminuire. Quando raggiunsero la cima, l'uomo ormai esausto, si pose a sedere. Il vecchio si voltò verso di lui, come per ringraziarlo. Aveva il suo stesso volto, consumato dagli anni e dalla disperazione. L'uomo provò un brivido di terrore, vedendosi come in uno specchio distorto. Comprese subito l'arcano messaggio. Quel peso immane era la sua vita senza senso, i suoi peccati. La bambina gli fece un cenno e scese di nuovo. La seguì; non era più stanco. Al mattino la piccola Speranza svegliò l'uomo col suo dolce sorriso. Lui la riconobbe subito e la prese per mano. Anche lei aveva fatto quel sogno. Non si sentiva più inutile. Aveva capito. Le sue sorelle indicavano la meta, aiutando chi si perdeva per strada. Ma solo lei poteva salire. Insieme, mano nella mano, andarono a cercare il senso delle loro vite. Ai piedi del monte c'era tanta gente che aspettava e solo lei, solo loro potevano aiutarli ad arrivare in cima. E loro sapevano chi c'era su quel monte. March 23 Auguri di una Santa Pasqua Di ritorno dalla Santa Messa Pasquale sento un augurio nascere dal cuore... Che il Signore possa far nascere nel cuore di ciascuno la Luce.. Che possa donare Pace e Serenità ai cuori... Che possa il Perdono prendere Vita nel cuore di ognuno.. Che possa Guidare le scelte delle Vita.. Che possa essere Speranza e Salvezza per tutti... Che il Padre di Ogni cosa , con lo Spirito di Vita e il Cristo, Risorto per noi, ci sostengano nelle nostre scelte con la Luce che dona Vita al mondo.. al nostro mondo.. buio e senza Luce.. BUONA PASQUA! Luana... PS ..consideratela una mia preghiera personale per alcune situazioni presenti attorno a me... March 20 Cera una volta l'Amore...Ciao a tutti! In questo periodo Pasquale ho avuto pochissimo tempo per poter aggiungere qualcosa.. ma... proprio oggi ho dato uno sguardo alle vecchie mail di: Un ritaglio al giorno.. e non potevo proprio non condividere con voi questa Poesia... ^^ ..Come sempre ve la consegno.. Buona lettura.. Ne approfitto per fare gli Auguri per una Santa Pasqua a tutti! Che il Signore possa Illuminare anche in questo giorno Santo, per risorgere anche noi dalle ceneri del nostro cuore....! Un saluto e un augurio a tutti di cuore...! ----------------------------- C'era una volta
l'Amore... ----------------------------- (Poesia brasiliana) C'era una volta l'Amore... L'Amore abitava in una casa pavimentata di stelle e adornata di sole. Un giorno l'Amore pensò a una casa più bella. Che strana idea quella dell'Amore! E fece la terra, e sulla terra, ecco fece la carne e nella carne ispirò la vita e, nella vita, impresse l'immagine della sua somiglianza. E la chiamò uomo! E dentro l'uomo, nel suo cuore, l'Amore costruì la sua casa: piccola ma palpitante, inquieta, insoddisfatta come l'Amore. E l'Amore andò ad abitare nel cuore dell'uomoe ci entrò tutto là dentro, perché il cuore dell'uomo è fatto di infinito. Ma un giorno... l'uomo ebbe invidia dell'Amore. Voleva impossessarsi della casa dell'Amore, la voleva soltanto e tutta per sé, voleva per sé la felicità dell'Amore come se l'Amore potesse vivere da solo. E l'Amore fu scacciato dal cuore dell'uomo. L'uomo allora cominciò a riempire il suo cuore, lo riempì di tutte le ricchezze della terra, ma era ancora vuoto. L'uomo, triste, si procurò il cibo col sudore della fronte, ma era sempre affamato e restava con il cuore terribilmente vuoto. Un giorno l'uomo... decise di condividere il cuore con tutte le creature della terra. L'Amore venne a saperlo... Si rivestì di carne e venne anche lui a ricevere il cuore dell'uomo. Ma l'uomo riconobbe l'Amore e lo inchiodò sulla croce. E continuò a sudare per procurarsi il cibo. L'Amore allora ebbe un'idea: si rivestì di cibo, si travestì di pane e attese silenzioso. Quando l'uomo affamato lo mangiò, l'Amore ritornò nella sua casa... nel cuore dell'uomo. E il cuore dell'uomo fu riempito di vita, perché la vita è Amore. March 14 L'Amicizia Era da un pò che non scrivevo niente eh...? schiedo scusa.. sempre se ve ne frega qualcosa.. XD Dunque.. questa è tra gli ultimi arrivi.. lo dedico a tutti gli amici.. quelli veri... ----------------------------- L'amicizia ----------------------------- (P. Gianni Fanzolato) L'amicizia è fresca e buona come un sorso d'acqua dopo una lunga corsa: è l'unica che desideri veramente. L'amicizia è un ponte fra due rive: se non sai nuotare e hai paura dell'acqua, senza di lei non puoi passare oltre. L'amicizia è un fiore rosso nel davanzale di casa tua: chi lo vede e gode per i suoi colori, capisce che dentro c'è un cuore che batte. L'amicizia è un venticello di tramontana quando fa caldo e l'afa ti toglie il respiro, lei è balsamo e rigenera la vita con la sua frescura. L'amicizia è una luce che scorgi in una notte nera e disperata: quando ti appare ritorna il sorriso. L'amicizia è una mano sullla spalla, quando cammini solo e il peso ti sovvrasta: il suo calore scalda le vene e mette ali ai piedi. L'amicizia è un libro bianco sulla tua tavola: ci puoi scrivere, inventare storie e perfino sfogarti, è sempre aperto e pronto per accoglierti. L'amicizia è un'oasi verde nel deserto, è una tenda per il pellegrino errante, è una porta spalancata, un lampo di speranza. L'amicizia va a braccetto con l'amore: quando li separi e non l'intendi, l'una diventa possesso e l'altro tornaconto. L'amicizia vera nasce dal cuore di Dio, quando ti illudi di viverla senza Lui, al primo ostacolo si spezza come un cristallo infranto ed è rovina. L'amicizia è dono, è gratuita come l'aria che respiri, e come l'acqua che sorseggi. L'amicizia è gioia, colora la tua vita di faville. L'amicizia è pace, porta calma fra i marosi. L'amicizia è Dio che ti vuole bene e niente più. February 07 La vecchiettta che aspettava DioOggi me ne è arrivata un'altra.. e devo dire che mi ha colpito proprio tanto... ve la consegno.. ^^ PS ..quando meno te l'aspetti... e come meno te l'aspetti.... ^^' ----------------------------- La vecchietta che aspettava
Dio ----------------------------- (Bruno Ferrero) La vita di ognuno di noi è intessuta di attese. Si tratta di una esperienza importante e di grande valore educativo. Consapevole di ciò, la Chiesa ha fissato un tempo per ravvivare questo 'stato' fondamentale nella vita del cristiano: il tempo dell'Avvento. La storia sottolinea che Dio è sempre sorprendente... è possibile incontrarlo in tanti modi, ma in modo particolare nelle persone che ci avvicinano tutti i giorni. C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata. Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta. Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio. Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina. Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo. Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero. "Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio. La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare. Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto". |
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